
Nel 2001 Saviola vince il Mondiale Under 20 da capocannoniere e miglior giocatore. Il Barcellona lo compra come si compra un fenomeno: senza discutere.
Era piccolo, velocissimo, e attaccava la profondità come se il campo fosse in discesa. El Conejo: il coniglio.
Al Barcellona arriva in uno dei periodi peggiori della storia recente del club: quattro allenatori in cinque anni, nessun titolo, una squadra che cambiava idea ogni sei mesi. Poi arriva Ronaldinho, il Barça diventa il Barça, e per lui non c’è più posto.
Segue una serie di prestiti — Monaco, Siviglia — e poi il passaggio al Real Madrid, che nel calcio spagnolo è un modo per chiudere una porta definitivamente. In Italia lo abbiamo rivisto a Verona, a trentadue anni, e giocava ancora bene.
Non è mai diventato quello che tutti aspettavano. Ma la distanza fra "grandissimo giocatore" e "delusione" l’ha inventata il racconto, non lui.
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