
Il 31 agosto 1997 era il giorno dell’esordio di Ronaldo in Italia. Entrò Recoba e segnò due gol da fuori area: uno su punizione, uno da trenta metri.
Il Chino non è mai stato continuo. Ha giocato dieci stagioni all’Inter attraversando una dozzina di allenatori, due prestiti e almeno tre ricostruzioni della squadra, senza mai diventare il perno di nessuna di quelle.
Il motivo, con il senno di poi, è semplice: quel sinistro non stava dentro un sistema. Non era un giocatore da schema, era un giocatore da episodio — e negli anni in cui il calcio italiano cominciava a misurare tutto, l’episodio ha smesso di bastare.
Ma per dieci anni, ogni volta che si sistemava la palla davanti da trenta metri, San Siro si alzava in piedi prima del tiro. Nessun altro, in quello stadio, ha ottenuto la stessa cosa.
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Ronaldo. Il Fenomeno non si spiega
Due Palloni d’Oro, due ginocchia ricostruite, un Mondiale vinto da capocannoniere quando nessuno ci credeva più.



