
Fra il 1992 e il 1999 il Parma ha vinto due Coppe UEFA, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa europea e due Coppe Italia. Una squadra di una città di 170.000 abitanti.
Da lì sono passati Buffon, Cannavaro, Thuram, Crespo, Verón, Zola, Asprilla e, alla fine della storia, un ragazzo brasiliano di nome Adriano.
Il meccanismo era semplice e per l’epoca nuovo: comprare giovani prima che il mercato se ne accorgesse, farli giocare subito, rivenderli quando il prezzo era il triplo. Il vivaio e lo scouting sudamericano facevano il resto.
In campo era una squadra scomoda: difesa altissima, ritmo, e la capacità di trasformare una partita europea in una rissa tattica. In Coppa UEFA nessuno la considerava un sorteggio comodo, e questo dice tutto di come fosse percepita.
Poi il crac finanziario del gruppo che la possedeva ha portato via tutto: il club, i giocatori e anche la memoria di quello che era stato, per un po’. Ma per dieci anni, in Europa, il Parma faceva paura sul serio.
La prossima storia

Le maglie più belle degli anni 2000
Colletti improbabili, sponsor scomparsi, tessuti che non respiravano. Erano bellissime e non torneranno.



