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Romanzo Calcistico
Gabriel Batistuta

Batistuta a Firenze. Un amore vero

1 min di letturaRedazione Romanzo

Nel 1993 la Fiorentina retrocede. Batistuta era il centravanti più desiderato d’Europa e sarebbe potuto andare ovunque. È rimasto, ha vinto la Serie B e ha riportato la squadra dove l’aveva trovata.

Nel 1994-95, tornato in Serie A, va a segno in undici giornate consecutive. È un record che regge ancora oggi.

A Firenze vince una Coppa Italia, nel 1996, e poco altro. Ma diventa qualcosa che i trofei non misurano: il giocatore per cui si va allo stadio anche quando la squadra non va da nessuna parte.

Il gol che non ha esultato

Quando nel 2000 se n’è andato alla Roma per vincere lo scudetto che a Firenze non arrivava, la città non gliel’ha rinfacciata. Perché sette anni prima aveva già scelto.

L’anno dello scudetto torna al Franchi da avversario e segna. Non esulta: si copre il volto e piange, in mezzo al campo, mentre lo stadio applaude un gol contro. È la fotografia più precisa di che cosa fosse quel rapporto.

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