
A inizio stagione i bookmaker davano il Leicester campione d’Inghilterra a 5000 contro 1. Era una quota da fenomeno paranormale, non da sport.
Il 2 maggio 2016 il Tottenham pareggia a Chelsea e il titolo è aritmetico. Ranieri, quel giorno, era in Italia a pranzo con sua madre.
Premier League 2015-16
- Quota inizio stagione
- 5000-1
- Titolo aritmetico
- 2 maggio 2016
- Allenatore
- Claudio Ranieri
Come si vince senza avere niente
Quel Leicester non ha inventato un calcio nuovo: ha fatto benissimo tre cose vecchie. Difendeva basso e stretto, recuperava palla con N’Golo Kanté al centro di tutto, e la buttava lunga nello spazio per Jamie Vardy.
Vardy quell’anno va a segno in undici partite consecutive di Premier League, che è il record del campionato. Riyad Mahrez viene eletto miglior giocatore dell’anno. Nessuno dei due, dodici mesi prima, era considerato da una squadra di vertice.
La squadra usa meno giocatori di quasi tutte le altre: undici titolari fissi, pochissimi infortuni, e una rosa che costava meno di certi singoli acquisti delle rivali.
Perché non ricapiterà
Il divario economico fra le prime sei e il resto della Premier League, da allora, è cresciuto. Quel titolo non è stato l’inizio di niente: è stato l’ultima volta in cui l’ordine delle cose si è rotto per davvero, ed è per questo che continuiamo a raccontarlo.
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